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Il cronografo Longines 13ZN, the legend

Testo scritto e curato da Adriano Davidoni -" Britishshortair" (copyright). (adavidoni@gmail.com)


La nascita ed il contesto generale

Nel 1936 , con la ripresa del mercato Statunitense e con il ritrovato equilibrio nei rapporti con la Longines Wittnauer & Co di New York (nuova denominazione sociale dopo la ri-organizzazione voluta da Maurice Savoye , l'anno precedente), ai Longines sostituirono il glorioso calibro 13.33Z (del 1913) col nuovo calibro cronografico più moderno e meno oneroso dal punto di vista produttivo : il 13ZN. La progettazione ed il brevetto (relativo al dispositivo Fly-back) risalgono al 1935 mentre tutte le attrezzature e macchinari necessari alla sua produzione vennero costruiti all'interno della Longines, nel 1936.
Nel reparto attrezzerie , negli anni '40, lavoravano 11 persone


il brevetto per "fly-back":1^ parte.

Brevetto Fly Back



la seconda parte col disegno depositato.

Brevetto Fly back

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Foto del reparto presse negli anni '40 a Saint-Imier.

Longines Reparto presse St. Imier

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Nacque così il 13zn , una autentica leggenda nel mondo del collezionismo , il cronografo che diede lustro alla fabbrica per la sua ricercatezza formale e tecnica.
La richiesta di cronografi, soprattutto dagli Stati Uniti, era molto alta in quel periodo e così si mantenne sino alla fine del secondo conflitto Mondiale.
Avere un calibro affidabile, preciso e con un prezzo accessibile si verificò una mossa commerciale vincente.

Dato che la richiesta di cronografi proveniva per la maggior parte da clienti con attività lavorative o specialistiche particolari, alla Longines svilupparono nel corso degli anni dei modelli di cassa impermeabile e tasti crono stagni (1° brevetto del '38).
Tali novità vennero presentate nel corso del raduno di tutti i dealers a livello mondiale tenutosi a St. Imier nel 1938.


Litografia anni '40 del 13ZN.

Litografia anni 40 Longines

Il brevetto per i tasti ad ombrello:

Brevetto tasti ombrello

la seconda parte del brevetto col disegno depositato:

Brevetto tasti ombrello

Il 1936 vide anche la morte, alla vigilia di Natale, del figlio di Ernest Francillon, Adrien.
Tale lutto colpì profondamente sia il personale dell'azienda che la cittadina di St. Imier.
I Francillon erano persone molto stimate e generose, amate moltissimo dai cittadini di tutta la vallata.
Tant'è che nel 1907 a Saint-Imier, venne scoperto un monumento in memoria di Ernest Francillon e gli venne dedicata la via principale.
Tuttavia, grazie alla lungimiranza del vecchio Ernest, la struttura organizzativa della società si dimostrò ben costruita e, nonostante la mancanza improvvisa di una pedina, seppur molto importante , tutto continuò a funzionare a dovere.
Dal punto di vista societario la Longines era già una società in accomandita per azioni con un azionariato vasto e diversificato ( incluso banche e colleghi illustri).

Rue Francillon - St Imier



Ecco un catalogo Longines edito da Calderoni nel 1937 con le due novità cronografiche:

Catalogo Longines 1937


Il Movimento

Il calibro 13ZN ha un diametro di 29,80 mm (13 1/4 linee), un'altezza di 6,05 mm.
La platina è di tipo Lepine con 6 ponti e 18 rubini.Il movimento è a ruota a colonne ed il bilanciere è del tipo monometallico a viti con 18.000 alternanze/ora.
E' dotato di anti-choc ma solo per i modelli dopo il 1938.
I modelli antecedenti ne sono ancora sprovvisti.
Il funzionamento è ore, minuti, secondi, contatore semi-istantaneo dei 30 minuti, contatore trainante dei secondi crono centrale.
Poteva essere acquistato nella versione ad un pulsante o a due, con molte varianti dimensionali, di quadrante e di materiale di costruzione della cassa.
Tutti i movimenti erano dotati della funzione di "retour en vol" o funzione Taylor , salvo alcune eccezioni previste:
-la prima , tecnica , riguardava i modelli mono pulsante dove tale funzione era fisicamente impossibile.
-La seconda invece era probabilmente su richiesta e limitata sicuramente a quadranti con la sola scala del quinto.
E' in assenza di scale particolari ed in presenza solamente di quella al quinto di secondo che si possono trovare 13ZN con la funzione Taylor inibita attraverso la trasformazione del relativo martello.
Non tratteremo qui la variante con sommatore centrale dei minuti ( brevetto del 1942)



Le finiture del movimento erano di due tipi:

1.Con doratura galvanica (VRAC) e fondo trattato con picchettatura, tale da rendere la superficie micro corrugata. Macchina gialla.

2.Con rodiatura (o nickelatura, alla Longines il reparto era denominato "nickelage"), finitura ad onde di Ginevra ed anglage. Macchina Bianca.

Le viti erano a testa lucida.

Il funzionamento della macchina è eccezionale per precisione e dolcezza d'innesto.
Il Fly-back in azione è mirabile. All'orecchio il ticchettìo del 13ZN è molto musicale e deciso.

Macchina Bianca con anti-choc:

Longines 13ZN macchina bianca

La parte superiore della macchina bianca con riportato il seriale:
Longines 13ZN macchina bianca



La macchina gialla, in questo caso provvista di antichoc:

Longines 13ZN macchina gialla

La parte superiore della macchina gialla

Longines 13ZN macchina gialla

Dettaglio del fly-back:

Martello Longines flyback

Dettaglio del martello del crono senza funzione fly back col dito indicato dalla freccia che ne inibisce la funzione:

Dito martello Longines no flyback

Cassa, corona e pulsanti

Qui la faccenda si complica dato che le tipologie di cassa , corona e tasti sono molto diversificate.

Chiariamo subito un punto: Il 13Zn non venne mai realizzato con casse cromate, nickelate o dorate su base ottone.
La levatura del crono non lo permetteva, i competitors erano le blasonate aziende di Haute Horologerie.

Le casse in oro

Furono realizzate raramente in oro 14K , nella gran parte dei casi in oro giallo 18K , ancor più raramente in oro rosa 18K.
Tutte le casse in oro dei 13ZN sono dotate di tasti quadri e corona dust proof da 6,5/7 mm di diametro (24 denti).
Il fondello è sempre e solo a scatto.
Le più comuni sono quelle a bariletto, con anse saldate.
Di queste esiste una particolare versione con le anse cosiddette "cachée".
Il diametro si aggira tra i 34 ed i 35 millimetri.
Esistono poi molte varietà di anse che illustreremo di seguito con esempi visivi.
Da ricordare la famosa cassa ad anse snodabili.
Le misure variano dai 34mm (la versione Small) , ai 35/36 (Medium) sino alle versioni Large che raggiungono 38mm.
Esistono anche casse con anse a fantasia molto originali.
In ogni caso la cassa del 13zn in oro è pesante e robusta.
Le casse in oro non venivano prodotte negli ateliers Longines ma erano commissionate ad altre aziende specializzate.
Il punzone col martello ed il numero ne indica l'artigiano.
Nel fondello interno veniva riportato il seriale del movimento senza alcuna referenza, la scritta Longines (non sempre), la testina simbolo dell'oro ed il titolo dello stesso (0,750 o 0,585).


Fondello Longines anni 30


-Le casse in acciaio

Nelle casse in acciaio del 13ZN la Longines ha dato il meglio di se stessa.
Le forme , le proporzioni ed i dettagli fanno delle casse 13ZN degli autentici gioielli innovativi per l'epoca.
La fabbricazione delle casse avveniva all'interno dello stabilimento nell'apposito reparto che, nel 1942, contava 72 addetti.
Nelle versioni in acciaio si usava sia l'acciaio inox 18/8 "Staybrite D.D.Q" (marchio registrato nel 1924 e prodotto dalla Thomas Firth a Sheffield), sia l'acciaio inox ad uso orologiero (Inox 304L).


Le principali casse in acciaio si dividono fra :

- Casse a scatto

Eccole elencate:

.Con le classiche forme a bariletto in tre parti con anse saldate o cachée da 34 mm con tasti a leva.
.Con lunetta ferma vetro bisellata e sfaccettata (a scalini) in tre parti da 34 e 37 mm con tasti a leva
.Con ghiera piatta a moneta e tasti a pompa
.Classiche con anse ad artiglio e lunetta conica in tre parti , tasti a leva.
.Con anse snodabili (ricordate che su questi modelli in acciaio viene riportato all'interno del fondello solo il seriale del movimento , non ci sono numeri di referenza né marca) in tre parti e tasti a leva.


- Casse impermeabili.

Qui troviamo gli esemplari più belli ed importanti dal punto di vista collezionistico:

.Cassa monoblocco con parte superiore "a gradini" , fondello a forte pressione e tasti respingenti (brevetto Longines) diam. 38mm, corona water-proof di grosso spessore "mille denti"con tige snodabile. Unica referenza 13ZN a 4 cifre riportate sull'esterno del fondello.
.Cassa monoblocco con parte superiore a gradini e fondello a vite a tre tacche d'apertura , tasti a pompa diam. 37 mm., corona waterproof a 24 denti. Referenza riportata sull'esterno del fondello.
.Cassa monoblocco con finta lunetta ferma vetro e fondello a forte pressione e doppia linguetta, tasti a pompa diam. 37 mm., corona waterproof bombata. Referenza riportata sull'esterno del fondello.
.Cassa monoblocco con finta lunetta ferma vetro e fondello a forte pressione, tasti a pompa, diam. 36mm, corona waterproof bombata.

A parte le casse in oro e quelle ad anse snodate (sia oro che acciaio) , dove il seriale cassa corrisponde al seriale del movimento. può succedere che anche nei primissimi modelli prodotti in acciaio non vi sia traccia di numero di referenza bensì solo del seriale del movimento.
La referenza interna al fondello è di 5 cifre ( eccezione fatta per il tasti respingenti 4 cifre che, assieme al tre tacche ed al doppia linguetta, sono all'esterno del fondello) accompagnata dal seriale del pezzo (due o tre cifre) che in alcuni modelli, tipo il tasti respingenti, il tre tacche ed il doppia linguetta, vengono riportati all'interno dell'ansa.

Reparto casse alla Longines negli anni '30:

Longines reparto casse



I tre crono dati in dotazione ai giudici durante le Olimpiadi Invernali di Oslo ed Helsinki del 1940 ( purtroppo mai svoltesi a causa gli eventi bellici). Pubblicità dell'epoca, tra di essi il 13ZN.

Longines Olimpiadi 1940


I quadranti e il gioco sfere

Se il movimento 13zn è una meraviglia, a mio modesto parere i quadranti di questi spettacolari crono non sono da meno.

Due erano i fornitori principali di questi quadranti :

.La concittadina Flueckiger & Cie S.A. (la cui prima sede a Saint-Imier sorgeva in rue Agassiz, la stessa via del Comptoir Agassiz di Ernest Francillon) col marchio ZJ (le iniziali del fondatore Zélim Jacot).
La collaborazione stretta con Longines iniziò nel 1872.

.La celeberrima Stern Frères SA di Ginevra che contrassegnava il retro dei suoi quadranti col marchio della famosa stellina (pentacolo).

Oltre ai marchi , i produttori marcavano il retro dei quadranti con numeri seriali.

La loro qualità era eccellente tanto che da questi stessi fornitori si approvvigionavano anche marchi famosi di altissima orologeria come PP, Vacheron Constatin, A. Piguet, Movado ecc.


I quadranti dei 13ZN si possono suddividere in due principali categorie:

.quadranti in smalto, molto rari e presenti sui primissimi pezzi (quasi di transizione)

. quadranti verniciati con trattamento galvanico di fondo e stampa a tampografia ( i più diffusi).

(Per precisazioni costruttive rimando agli articoli specifici.)


A parte vanno aggiunti i quadranti sandwich, suddivisi in tre parti: ébauche, lamina d'oro o d'argento centrale e piastra superiore verniciata e con le scale tampografate.
Gli indici di questa sono traforati in modo che il sandwich , una volta ricomposto, lasci intravedere la lamina di metallo prezioso sottostante, in tridimensione.
Caratteristici i 4 rivetti ai 4 punti cardinali per l'apposito fissaggio.

All'interno di queste tipologie di quadranti esiste un'ulteriore suddivisione tipologica :
. Con compass piccoli (questi presenti nelle referenze iniziali , in special modo nei tasti respingenti e nei tre tacche).
. Con compass grandi ( la maggioranza).

In tutte le tipologie su citate va ricordata la caratteristica tipica ed unica del 13ZN di avere i due compass asimmetrici (leggermente) e di essere dotati di tre piedini di fissaggio al movimento.
I quadranti 13ZN possono essere interscambiabili ( a parte il problema del diametro) solo col 13.33Z.

In effetti il problema del diametro è un altro punto di originalità nel 13ZN.

Infatti abbiamo tre misure di quadranti:

.29 mm.circa piatto per tre tacche , casse respingenti, doppia linguetta ecc. (ciò a dispetto del diametro della cassa che arriva a 38 mm).
.32 mm. circa piatto per casse a bariletto ed altre di misura media.
.33/34 mm per i giganti a scatto da 38 mm. In questo caso la forma può essere sia piatta che bombata.



Retro di quadrante a marchio ZJ

Quadrante ZJ - retro



Retro di quadrante a marchio Stern SA.
Si tratta di un raro quadrante 13zn ad indici applicati i cui piedini, una volta effettuata l'operazione di ribattitura, lasciano i caratteristici segni sul lato nascosto.
Tenete presente la difficoltà dell'applicazione e della ribattitura su di un quadrante bombato.

QUadrante Stern - retro



A livello tipologico si possono trovare svariate combinazioni e varianti che analizzeremo in seguito, caso per caso, assieme al gioco sfere "matcchante".

Le sfere Longines sono dotate d'imboccatura sul canotto standardizzata.
Eccone una selezione da un catalogo di fornitura:

Forniture sfere Longines

(Un grande ringraziamento ad Adriano D. un amico e un profondo conoscitore di orologeria Vintage, per avermi dato modo di ospitare nel sito una delle sue ricerche approfondite e dettagliate in merito ai quadranti.)

(Foto e testi sono di proprietà dell'autore dell'articolo e non possono essere copiati e utilizzati senza il suo preventivo consenso.)