La costruzione dell'àncora
La produzione di componenti di precisione per l'industria
degli orologi è stata rivoluzionata dall'impiego dell'elettroerosione. Per piccole
serie, questo metodo è usato direttamente per realizzare i pezzi. Per grandi
volumi l'elettroerosione può essere sfruttata per costruire utensili estremamente
precisi per le presse in materiali duri.

Foto da scansione elettronica della speciale
àncora a tre leve dello scappamento coassiale. Tranne che per le pareti
interne della forchetta ed i lati del dardo, l'àncora è interamente
prodotta con una pressa e non richiede nessun'altra operazione di finitura.
L'àncora nell'immagine ha una dimensione massima di 3.5 mm. (J. Proctor)
Il corpo base dell'àncora, sia per lo scappamento tradizionale
che per il coassiale, è stampato partendo da una lamiera d'acciaio. La pressa
impiegata non è formata semplicemente da un punzone ed uno stampo ma è un utensile
che con una serie di punzoni compie delle operazioni successive per produrre
il profilo finale. La sequenza prima forma uno sbozzo sovradimensionato che
è poi ridotto a misura e forato. Il profilo finito è depositato in un foro combaciante
preventivamente eseguito su un nastro di ottone. Questo trasporta l'àncora verso
la successiva fase di lavorazione con il giusto orientamento.

A sinistra, proiezione della prima fase nello
stampaggio dell'àncora per lo scappamento coassiale; a destra, il profilo
finale.
L'operazione successiva è la molatura delle corna dell'àncora.
Durante la lavorazione la pinza che tiene l'àncora è fatta oscillare per impartire
una leggera curvatura al profilo verticale. Un'altra pressa particolare forma
il dardo partendo da uno sbozzo di rame al berillio preventivamente tornito
e lo rivetta al corpo dell'àncora. La punta del dardo è molata in due fasi.
Quando l'àncora è rovesciata per molare il secondo lato della punta, il senso
di rotazione della ruota abrasiva è invertito, cosicché l'asportazione di materiale
avviene sempre nella stessa direzione, lasciando ogni possibile bava sullo stesso
lato.

Molatura delle pareti della forchetta con un
disco in ceramica. Il mandrino che supporta il pezzo durante la lavorazione
viene fatto oscillare per impartire un profilo convesso alle pareti .

La pressa impiegata per formare il dardo e ribadirlo
sull'àncora. Da notare i cuscinetti a sfera impiegati sulle guide della
pressa. Qui l'àncora viene messa in posizione per la lavorazione.
Una volta completato il corpo metallico, le ancore sono impilate
in tubi, sempre per poter essere inviate alla prossima macchina col corretto
orientamento.
Nel frattempo, bisogna pensare all'orientamento delle leve in rubino. Ciascuna
leva ha forma di parallelepipedo con una base inclinata. Le leve sono poste
in una vaschetta vibrante che provvederà a distribuirle. Questo accessorio è
molto usato per orientare piccoli componenti negli impianti di assemblaggio.
Esso consiste di un vaso poco profondo di forma conica con una rampa avvolta
a spirale sulla parete interna. I componenti sono trascinati verso il bordo
dalle vibrazioni. La rampa ha un profilo tale da permettere che le parti possano
percorrerla solo in un'unica fila. Varchi e fori intercettori appositamente
disegnati impartiscono o selezionano un particolare orientamento cosicché i
componenti possano essere inviati ad una fase di assemblaggio automatizzato.
In questo caso le leve in rubino lasciano la vaschetta scorrendo in fila lungo
un canale rettilineo. Quelli che hanno il corretto orientamento sono identificati
da un raggio luminoso che si riflette sulla base inclinata ed è rilevato da
un sensore. Un piccolo soffio di aria compressa spinge lateralmente le leve
scelte per impilarle in tubi da trasferire poi alla macchina per l'assemblaggio.
Le leve che non sono correttamente orientate ritornano alla vaschetta vibrante
per un altro tentativo. Sia nello scappamento tradizionale che in quello coassiale
le leve d'àncora sono di tipi differenti, quindi ciascuna leva deve essere trattata
separatamente.

Il dispositivo che seleziona le leve correttamente
orientate prima dell'assemblaggio. Le leve in rubino sono poste in una vaschetta
vibrante (a destra, in primo piano) e viaggiano in fila per uno verso un sensore
ottico. Quelle rivolte nel senso appropriato sono spinte dentro ad un tubo che
le invia alla macchina per l'assemblaggio delle àncore.
Le leve in rubino sono allora pressate nelle scanalature dell'àncora.
Questa è un'operazione caratterizzata da un alto grado di precisione. Non solo
il bordo di ciascuna leva deve posizionarsi entro un margine di tolleranza di
0,014 mm, ma questo margine ha una precisa relazione con la posizione dell'asse
dell'àncora. Simili tolleranze si applicano alle posizioni dei bordi delle corna
e del dardo. La leva d'uscita deve entrare nel suo alloggiamento abbastanza
stabilmente da rimanere immobile, ma non così fermamente da alterare la geometria
dell'àncora.

L'immagine di un'àncora per lo scappamento
coassiale proiettata su un disegno in scala, per verificare che il suo profilo
e le posizioni delle leve rimangano entro le ristrette tolleranze previste.
Il bordi delle leve devono restare all'interno di un margine equivalente a 0,014
mm. sul disegno in scala.
Dopo che le leve sono state montate, è applicata della gommalacca
per assicurarsi che non si possano muovere. Durante una fase successiva, le
leve saranno trattate con epilame, che sarà rimosso dalle superfici di lavoro
tramite lucidatura. L'epilame è un composto per l'applicazione superficiale,
in origine sviluppato da Paul Ditisheim, che serve ad evitare che l'olio si
sparga dalle superfici che non sono state trattate.

Le àncore montate sono poste su dischi metallici
per essere trasferite alla macchina che applica una goccia di gommalacca fusa
alla base di ciascuna leva.
La precisione richiesta dalle presse che producono le ancore
per lo scappamento coassiale è tale che la loro produzione è stata responsabile
della maggior parte dei costi di sviluppo.
La fase conclusiva dell'assemblaggio è l'aggiunta dell'asse dell'àncora. La
macchina "intelligente" che compie questo lavoro controlla anche che le àncore
siano complete. Hanno l'albero? Il perno superiore è a posto? Il perno inferiore
è a posto? Gli scarti sono distribuiti in contenitori separati cosicché il tasso
ed il tipo di errore possano essere analizzati.
Ruote di scappamento e pignoni
La produzione della più grande fra le due ruote dello scappamento
coassiale segue il normale procedimento industriale: gli sbozzi sono stampati
su una lamiera d'acciaio e i denti sono tagliati tramite fresatura. Il foro
centrale è eseguito per ultimo. Il "pignone di scappamento", caratteristica
peculiare dello scappamento coassiale, è integrale con l'albero del gruppo di
scappamento ed è eseguito con lavorazioni di tornitura e fresatura. Dopo il
trattamento termico, i due componenti sono lucidati elettroliticamente. Poi,
sono assemblati con i denti nella corretta posizione reciproca e saldati al
laser, a completare la parte coassiale dello scappamento.
Bilancieri
Avevamo perso talmente tanto tempo, assorbiti dalla produzione
delle àncore, che non abbiamo potuto porre molta attenzione ai bilancieri.
Gli sbozzi sono torniti da barre di una speciale lega di rame-berillio. Viene
praticato un foro per definire il centro; le razze sono tagliate con un punzone;
vengono asportate le bave di lavorazione ed è eseguita la sabbiatura. Per ottenere
l'equilibratura (entro un margine di ± 1mg/cm.) e il necessario momento d'inerzia
vengono usati degli utensili da taglio diamantati. Lo sbozzo è sottoposto inizialmente
a trattamento termico e durante la costruzione vi sono ulteriori trattamenti
per temprare e rinvenire il bilanciere. Sono necessarie da 12 a 15 operazioni
per ottenere un bilanciere normale. Bilancieri di tipo più complesso, come il
Gyromax, richiedono fino a 45 operazioni.
Il bilanciere per lo scappamento coassiale è del tipo a spirale libera ed è
tarato con due viti di regolazione in oro, inserite in due svasature radiali
sulla corona esterna. Queste viti accuratamente calibrate sono costruite in
casa. Tutti gli stampi ed i macchinari sono costruiti o modificati dagli ingegneri
del Gruppo Swatch.
Spirali
Il completamento dello scappamento e l'assemblaggio
dei movimenti avvengono nella fabbrica ETA di St. Imier; altra sezione
del Gruppo Swatch.
Il team di sviluppo Omega per l'orologio De Ville Coassiale, il primo
orologio prodotto in serie ad avere il nuovo scappamento, è coordinato
dal suo Direttore Tecnico Marc André Miche.
Egli era deciso a combinare "il miglior scappamento
che abbiamo mai prodotto con il migliore bilanciere che possiamo realizzare".
La spirale è costruita in Anachron, una nuova lega di tipo Invar superiore
alla Nivarox.
Le spirali sono prodotte in uno degli stabilimenti Nivarox che non abbiamo
potuto visitare. Il primo passo nella produzione del bilanciere completo
per lo scappamento coassiale a St. Imier è il fissaggio dell'estremità
interna della spirale alla virola. Non viene usata una spina conica, ma
una saldatura laser CO2 inatmosfera d'Argon. La parte terminale esterna
della spirale è accorciata opportunamente in una distinta lavorazione. |

La saldatrice laser impiegata per fissare la spira interna
della spirale alla virola.
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Il direttore tecnico Omega Marc-André Miche (a
sinistra) ha diretto il progetto dello scappamento coassiale con Peter
Saunier, un consulente tecnico del servizio di assistenza internazionale.
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Le spire interne della spirale e la virola Nivatronic
a quattro lobi alla quale la spirale è saldata.

Verifica del momento d'inerzia dei bilancieri
al fine di classificarli per accoppiarli con la spirale più adatta. |
E' impossibile produrre spirali con caratteristiche identiche
fra loro. In un momento cruciale, la forza delle spirali è misurata e classificata
in una di 60 categorie. Analogamente, i bilancieri sono scelti a seconda
del loro momento d'inerzia all'interno del margine di tolleranza previsto.
I bilancieri e le spirali sono allora accoppiati in maniera opportuna. |
La curva terminale della spirale viene formata e controllata
accuratamente tramite proiezione ottica:

In un altro passaggio, ad oggi unico negli orologi nuovi, la
curva terminale è riscaldata per rinvenirla. Le leghe della famiglia dell'Invar
hanno una "memoria". Esse tenderanno a tornare alla forma originaria se la spirale
subirà un urto. Trattare termicamente la curva terminale cancella la "memoria"
della forma precedente [prima della formazione della curva, n.d.t.] e rende
la spirale resistente agli urti.

Trattamento termico della curva terminale. L'utensile
verticale, a sinistra, porta una piccola fiamma all'idrogeno che viene passata
sopra alle spirali trasportate dalla tavola girevole.
Se un De Ville Coassiale cade, non solo il tradizionale sistema
Incabloc® proteggerà i perni dell'asse del bilanciere, ma il trattamento
termico della spirale tenderà a conservare inalterata la frequenza di funzionamento.
Questo migliora ulteriormente la stabilità insita nel bilanciere a spirale libera.
Regolazione
I movimenti degli orologi sono assemblati nella linea di
produzione in parte automatica ed in parte manuale largamente diffusa nell'industria.

Una parte della linea d'assemblaggio dei movimenti.

Lubrificazione di un movimento sulla linea d'assemblaggio.
Sono state sviluppate attrezzature non comuni
per regolare la marcia del De Ville Coassiale. Le viti di regolazione sul bilanciere
hanno un margine di efficacia di 150 secondi al giorno. Il bilanciere in un
movimento finito può essere visto molto da vicino da un operatore che usa un
sistema video. La sua marcia è rilevata da una macchina per il controllo. Con
un micromanipolatore dal tocco così delicato che surclasserebbe un chirurgo
impegnato in un'operazione di microchirurgia, l'operaio ferma il bilanciere
e guida un utensile speciale, una chiave a brugola in miniatura, prima su una
vite di regolazione e poi sull'altra. Ognuna è tarata in modo da portare la
marcia entro le tolleranze richieste. L'utensile viene ritirato e la marcia
ricontrollata (lo scappamento coassiale riparte da sé).

Utilizzo dell'utensile che regola le viti per
aggiustare la marcia dell'orologio. Dopo aver rilevato lo scarto iniziale con
la macchina per il controllo, l'operatrice, con la mano sinistra, gira un morbido
rullo portato a contatto col bilanciere (parte bassa del video). Il bilanciere
viene fatto girare fino a che, usando la mano destra, l'operatrice può
applicare una chiave ad ognuna delle due viti di regolazione della marcia dell'orologio.

Disegno del bilanciere con spirale libera visto
da sotto il ponte. La spira esterna della spirale è fissata al pitone con
resina epossidica. La regolazione del tempo è effettuata esclusivamente
tramite le due viti di regolazione. Da notare la leva d'impulso sul disco del
bilanciere.

Scansione elettronica di un dettaglio di un perno
dell'àncora. Il diametro del perno è di 0,093 mm.
Di solito, non è necessaria nessun'altra regolazione, è buona
la prima! I movimenti finiti sono allora sottoposti a controlli della marcia
di più lunga durata in diverse posizioni, come parte delle complete procedure
di controllo della qualità.

Controllo della marcia in diverse posizioni di
più batterie di movimenti. Ogni risultato al di fuori dei limiti di tolleranza
è evidenziato e stampato in rosso.
Caratteristiche tecniche e prestazioni
Il movimento Calibro 2500 del De Ville Coassiale Omega
è da 11 ½''' (linee: 25,6 mm. di diametro); è alto 3,9 mm.; ha 27 rubini; una
riserva di marcia di 44 ore; una frequenza di funzionamento di 4Hz ed un sistema
di regolazione inerziale da 7,2mg/cm2.
Ogni orologio è fornito di certificato di cronometro rilasciato dal C.O.S.C..
Un normale risultato mostra uno scarto giornaliero medio di 1,3 secondi;
una
variazione giornaliera media della marcia di 0,4 secondi;
una variazione giornaliera
massima della marcia di 1,1 secondi;
una differenza giornaliera fra posizione
di quadrante in alto e corona in alto di 0,6 secondi;
una differenza massima
fra posizione di quadrante in alto e corona in alto di 3,2 secondi;
una variazione
alla temperatura di 0,17 secondi al giorno per grado centigrado.
I test alle
diverse posizioni sono effettuati alla temperatura di 23°C ed i test della compensazione
delle variazioni di temperatura sono stati effettuati ad 8 e 38°C.
Una volta
riportata la temperatura dell'orologio a 23°C, la sua marcia si è mantenuta
entro uno scarto di 0,5 secondi al giorno rispetto a quella registrata in precedenza.
Nelle prove di marcia condotte dalla Omega, nelle quali si dice che otto ripetizioni
di cicli da sette giorni ciascuno, con variazioni di temperatura ed umidità,
siano equivalenti ad un anno d'uso normale, l'ampiezza d'oscillazione si è dimostrata
considerevolmente stabile lungo un arco di venti cicli.

Le prestazioni di un orologio con scappamento
coassiale a temperatura ambiente su un periodo di 200 giorni. L'ampiezza di
oscillazione è misurata ogni 24 ore nelle posizioni di "quadrante
in alto" e "pendente a sinistra" [con l'orologio appoggiato su
un fianco, n.d.t.]. Tra una misurazione e l'altra, l'orologio è tenuto
su una macchina carica-automatici Cyclomat. L'ampiezza di oscillazione è
straordinaria e l'ampiezza nella posizione di pendente a sinistra approssima
l'ideale teorico.
In un test più informale, i membri del team di sviluppo indossano
degli orologi equipaggiati col nuovo scappamento nelle loro attività quotidiane.
Esse includono una quantità di sport impegnativi, uno dei quali è la pallavolo.
Nella pallavolo il polso è soggetto ad urti fino a 6,000 G. Nelle prove, gli
orologi col nuovo movimento hanno mantenuto la loro marcia dopo un impatto laterale
di 5,000 G, il trattamento termico della spirale sembra efficace.
| Il materiale esposto ha scopo divulgativo. Può essere distribuito
a patto che venga fatto chiaro riferimento alle fonti dalle quali proviene:
autore originale, Horological
Journal, British
Horological Institute ed Antica Orologeria Zamberlan. |
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