|
|
Sul sito dei Musei
Veneziani è apparso un breve documento dove Paolo Galluzzi, direttore
dell'Istituto
e Museo di storia della scienza di Firenze, espone alcune sue "considerazioni"
sul restauro dell'Orologio di S. Marco.
Lo scritto non aggiunge nulla alla vicenda, ripetendo pedissequamente le
tesi già esposte da Brusa, ma è interessante notare che, se
l'autore lo ha intitolato prudentemente "Considerazioni a seguito del
sopralluogo all'Orologio di S. Marco dopo il restauro", sul sito dei
Musei Civici esso è indicato invece come "L'ultima parola".
Nel testo ci si dimentica di alcuni punti fondamentali, come già
accaduto in passato:
- Le modifiche ottocentesche non hanno generato un orologio inaffidabile,
tanto che ne hanno garantito il funzionamento per un secolo e mezzo.
Gli interventi dei temperatori, che pure ci sono stati, non giustificavano
lo stravolgimento del meccanismo per cercare di ottenere una migliore
performance sacrificando la conservazione storica.
- L'"equilibrio di armonia estetica" che la macchina esibirebbe
dopo il restauro è una caratteristica che, semmai, è stata
perduta, come ampiamente testimoniato dalle nostre foto. Ad ogni modo,
un oggetto di metà '800 esteticamente sgradevole non deve essere
modificato ma solo conservato.
- La figura del temperatore viene definita anacronistica e superflua
dopo l'applicazione del sistema di ricarica automatico dei pesi. A nostro
modesto parere, una figura che per cinque secoli si è presa cura
ininterrottamente dell'Orologio e della Torre doveva essere mantenuta.
- L'autore del testo raccomanda di elaborare un sistema per evitare
"il periodico e complesso smontaggio e rimontaggio dei pesanti
tamburi" durante la processione dei Magi. Il sistema di sollevamento
delle tambure esiste praticamente da sempre e non è necessario
smontarle e rimontarle. Nessun'altra modifica è auspicabile!
- La documentazione fotografica che anche qui si dice sia stata raccolta
durante le varie fasi del restauro non è servita purtroppo per
elaborare un piano degli interventi preliminare alla loro attuazione.
Ogni restauro dovrebbe contemplare questa fase ma, ancora una volta,
dobbiamo ripetere che il sig. Brusa, malgrado ce l'abbia ripetutamente
promesso, non ci ha mai messo a disposizione questo materiale, facendo
insorgere in noi il dubbio che nulla sia mai stato scritto prima dell'esecuzione
dei lavori e che perciò questi non siano stati preceduti da un'adeguata
pianificazione.
Il documento contenente le considerazioni di Paolo Galluzzi
non è disponibile sul sito dei Musei Civici apparentemente per
motivi tecnici nel momento in cui scriviamo. E' possibile scaricarne una
copia da questo link. |